Il nachiro e la macina ribelle

Da SAC Terre di Lupiae .
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Altre lingue:
Il nachiro e la macina ribelle/it
Comune Lecce
Tipologia Conoscenza del Patrimonio Culturale e Ambientale

Una macina magica a pochi chilometri da Lecce. A metà strada fra la città e la marina di San Cataldo si trova la masseria Morello, che custodisce nel sottosuolo un antico frantoio ipogeo.

Il proprietario della masseria era il malvagio Camillo Morello, che costringeva gli operai del suo frantoio a lavorare come degli schiavi. Tra questi, il “nachiro” era incaricato di controllare che tutti svolgessero i propri compiti senza perdere tempo. Dopo alcuni mesi di lavoro ininterrotto, una notte di gennaio gli operai stremati si fermarono per riposare e il “nachiro” fu clemente con loro.

Il signor Morello giunse nella masseria proprio quella notte, infuriandosi. Ordinò ai suoi uomini di gettare il “nachiro” nella vasca dell’olio, dove sarebbe rimasto schiacciato dalla macina. Ma la pesante pietra per prodigio cadde a terra, salvando l’uomo da una morte sicura. Da allora, il frantoio è fermo e la macina è ancora nello stesso punto in cui era caduta

                                   LECCE Macina Nachiro Masseria Morello.jpg
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Il nachiro e la macina ribelle/it
Comune Lecce
Tipologia Conoscenza del Patrimonio Culturale e Ambientale

Una macina magica a pochi chilometri da Lecce. A metà strada fra la città e la marina di San Cataldo si trova la masseria Morello, che custodisce nel sottosuolo un antico frantoio ipogeo.

Il proprietario della masseria era il malvagio Camillo Morello, che costringeva gli operai del suo frantoio a lavorare come degli schiavi. Tra questi, il “nachiro” era incaricato di controllare che tutti svolgessero i propri compiti senza perdere tempo. Dopo alcuni mesi di lavoro ininterrotto, una notte di gennaio gli operai stremati si fermarono per riposare e il “nachiro” fu clemente con loro.

Il signor Morello giunse nella masseria proprio quella notte, infuriandosi. Ordinò ai suoi uomini di gettare il “nachiro” nella vasca dell’olio, dove sarebbe rimasto schiacciato dalla macina. Ma la pesante pietra per prodigio cadde a terra, salvando l’uomo da una morte sicura. Da allora, il frantoio è fermo e la macina è ancora nello stesso punto in cui era caduta

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