Differenze tra le versioni di "I “tuddhi”"
(Creata pagina con "{{Patrimonio |comune=Lecce |tipologia=Tradizioni Ludiche }} Per i giochi di una volta bastavano piccole cose, abilità e fantasia. A Lecce i “tuddhi” erano '''cinque sasso...") |
|||
| Riga 8: | Riga 8: | ||
Il turno del giocatore successivo era una conseguenza dell’errore del primo, che era quindi costretto a star fermo un giro. Vinceva il giocatore che aveva totalizzato un '''punteggio più alto'''. | Il turno del giocatore successivo era una conseguenza dell’errore del primo, che era quindi costretto a star fermo un giro. Vinceva il giocatore che aveva totalizzato un '''punteggio più alto'''. | ||
| + | |||
| + | |||
| + | [[File:LECCE I tuddhi.jpg|400px]] | ||
Versione delle 08:53, 19 gen 2016
| I “tuddhi” | |
|---|---|
| Comune | Lecce |
| Tipologia | Tradizioni Ludiche |
Per i giochi di una volta bastavano piccole cose, abilità e fantasia. A Lecce i “tuddhi” erano cinque sassolini rotondi con cui i ragazzini si sfidavano in prove di equilibrio e rapidità manuale.
Come in molti paesi del Salento, nei cortili della città e sugli usci delle case i bambini si incontravano per giocare a “tuddhi”. Seduti per terra o su piccoli sgabelli, lanciavano in aria i sassolini per poi riprenderli ponendo le mani in diverse posizioni, sempre più complesse: “a mano piena (“a manu china”), a lascia e prendi (“lassa e pija”), a monaca, a taranta e via dicendo.
Il turno del giocatore successivo era una conseguenza dell’errore del primo, che era quindi costretto a star fermo un giro. Vinceva il giocatore che aveva totalizzato un punteggio più alto.