Differenze tra le versioni di "Il nachiro e la macina ribelle"

Da SAC Terre di Lupiae .
(Versione segnata per la traduzione)
 
(4 versioni intermedie di 2 utenti non mostrate)
Riga 1: Riga 1:
<languages/>
+
<languages/>
 
<translate>
 
<translate>
 
</translate>
 
</translate>
Riga 15: Riga 15:
 
<!--T:3-->
 
<!--T:3-->
 
Il signor Morello giunse nella masseria proprio quella notte, infuriandosi. Ordinò ai suoi uomini di gettare il “nachiro” nella vasca dell’'''olio''', dove sarebbe rimasto schiacciato dalla macina. Ma la pesante pietra per prodigio cadde a terra, salvando l’uomo da una morte sicura. Da allora, '''il frantoio è fermo''' e la macina è ancora nello stesso punto in cui era caduta
 
Il signor Morello giunse nella masseria proprio quella notte, infuriandosi. Ordinò ai suoi uomini di gettare il “nachiro” nella vasca dell’'''olio''', dove sarebbe rimasto schiacciato dalla macina. Ma la pesante pietra per prodigio cadde a terra, salvando l’uomo da una morte sicura. Da allora, '''il frantoio è fermo''' e la macina è ancora nello stesso punto in cui era caduta
</translate>
+
                     
 +
                                    [[File:LECCE Macina Nachiro Masseria Morello.jpg|400px]] 
 +
 
 +
</translate>

Versione attuale delle 09:35, 10 feb 2016

Altre lingue:
English • ‎italiano
Il nachiro e la macina ribelle
Comune Lecce
Tipologia Conoscenza del Patrimonio Culturale e Ambientale

Una macina magica a pochi chilometri da Lecce. A metà strada fra la città e la marina di San Cataldo si trova la masseria Morello, che custodisce nel sottosuolo un antico frantoio ipogeo.

Il proprietario della masseria era il malvagio Camillo Morello, che costringeva gli operai del suo frantoio a lavorare come degli schiavi. Tra questi, il “nachiro” era incaricato di controllare che tutti svolgessero i propri compiti senza perdere tempo. Dopo alcuni mesi di lavoro ininterrotto, una notte di gennaio gli operai stremati si fermarono per riposare e il “nachiro” fu clemente con loro.

Il signor Morello giunse nella masseria proprio quella notte, infuriandosi. Ordinò ai suoi uomini di gettare il “nachiro” nella vasca dell’olio, dove sarebbe rimasto schiacciato dalla macina. Ma la pesante pietra per prodigio cadde a terra, salvando l’uomo da una morte sicura. Da allora, il frantoio è fermo e la macina è ancora nello stesso punto in cui era caduta

                                   LECCE Macina Nachiro Masseria Morello.jpg  
 

Altre lingue:
English • ‎italiano
Il nachiro e la macina ribelle
Comune Lecce
Tipologia Conoscenza del Patrimonio Culturale e Ambientale

Una macina magica a pochi chilometri da Lecce. A metà strada fra la città e la marina di San Cataldo si trova la masseria Morello, che custodisce nel sottosuolo un antico frantoio ipogeo.

Il proprietario della masseria era il malvagio Camillo Morello, che costringeva gli operai del suo frantoio a lavorare come degli schiavi. Tra questi, il “nachiro” era incaricato di controllare che tutti svolgessero i propri compiti senza perdere tempo. Dopo alcuni mesi di lavoro ininterrotto, una notte di gennaio gli operai stremati si fermarono per riposare e il “nachiro” fu clemente con loro.

Il signor Morello giunse nella masseria proprio quella notte, infuriandosi. Ordinò ai suoi uomini di gettare il “nachiro” nella vasca dell’olio, dove sarebbe rimasto schiacciato dalla macina. Ma la pesante pietra per prodigio cadde a terra, salvando l’uomo da una morte sicura. Da allora, il frantoio è fermo e la macina è ancora nello stesso punto in cui era caduta