Differenze tra le versioni di "Lacrime di Sant’Anna"
Da SAC Terre di Lupiae .
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Richiamano ed evocano le infinite lacrime che Sant’Anna versò non riuscendo ad avere un figlio dal suo sposo Gioacchino, i piccoli dolci zuccherosi che si preparano in occasione della festa in onore dei due santi a Vernole. | Richiamano ed evocano le infinite lacrime che Sant’Anna versò non riuscendo ad avere un figlio dal suo sposo Gioacchino, i piccoli dolci zuccherosi che si preparano in occasione della festa in onore dei due santi a Vernole. | ||
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Simili nella forma agli strufoli o i salentini “purceddhuzzi”, le “'''Lacrime di Sant’Anna'''” hanno però una forma più allungata e sono composti da mandorle tritate e zucchero in egual misura cotti in una casseruola rimestando continuamente con un cucchiaio di legno. | Simili nella forma agli strufoli o i salentini “purceddhuzzi”, le “'''Lacrime di Sant’Anna'''” hanno però una forma più allungata e sono composti da mandorle tritate e zucchero in egual misura cotti in una casseruola rimestando continuamente con un cucchiaio di legno. | ||
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Una volta freddo, dall’impasto si ricavano delle '''palline allungate a forma di goccia''' poi ripassate nella glassa di zucchero fondente, disposte a montagnola su un vassoietto e decorate a piacimento con confettini colorati o mandorle tritate grossolanamente. | Una volta freddo, dall’impasto si ricavano delle '''palline allungate a forma di goccia''' poi ripassate nella glassa di zucchero fondente, disposte a montagnola su un vassoietto e decorate a piacimento con confettini colorati o mandorle tritate grossolanamente. | ||
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Versione attuale delle 12:06, 4 feb 2016
| Lacrime di Sant’Anna | |
|---|---|
| Comune | Vernole |
| Tipologia | Tradizioni Culinarie |
Richiamano ed evocano le infinite lacrime che Sant’Anna versò non riuscendo ad avere un figlio dal suo sposo Gioacchino, i piccoli dolci zuccherosi che si preparano in occasione della festa in onore dei due santi a Vernole.
Simili nella forma agli strufoli o i salentini “purceddhuzzi”, le “Lacrime di Sant’Anna” hanno però una forma più allungata e sono composti da mandorle tritate e zucchero in egual misura cotti in una casseruola rimestando continuamente con un cucchiaio di legno.
Una volta freddo, dall’impasto si ricavano delle palline allungate a forma di goccia poi ripassate nella glassa di zucchero fondente, disposte a montagnola su un vassoietto e decorate a piacimento con confettini colorati o mandorle tritate grossolanamente.