Modifica di I “tuddhi”

Versione del 7 gen 2016 alle 12:10 di Mrizzo (Discussione | contributi) (Creata pagina con "{{Patrimonio |comune=Lecce |tipologia=Tradizioni Ludiche }} Per i giochi di una volta bastavano piccole cose, abilità e fantasia. A Lecce i “tuddhi” erano '''cinque sasso...")
(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

Attenzione: si sta modificando una versione non aggiornata della pagina. Salvandola così, tutti i cambiamenti apportati dopo questa versione saranno sovrascritti.

Attenzione: non hai effettuato l'accesso. Se effettuerai delle modifiche il tuo indirizzo IP sarà visibile pubblicamente. Se accedi o crei un'utenza, le tue modifiche saranno attribuite al tuo nome utente, insieme ad altri benefici.

Per favore tieni presente che tutti i contributi a SAC Terre di Lupiae possono essere modificati, stravolti o cancellati da altri contributori. Se non vuoi che i tuoi testi possano essere alterati, allora non inserirli.
Inviando il testo dichiari inoltre, sotto tua responsabilità, che è stato scritto da te personalmente oppure è stato copiato da una fonte di pubblico dominio o similarmente libera (vedi SAC Terre di Lupiae:Copyright per maggiori dettagli). Non inviare materiale protetto da copyright senza autorizzazione!

Annulla | Guida (si apre in una nuova finestra)

Template utilizzato in questa pagina:

I “tuddhi”
Comune Lecce
Tipologia Tradizioni Ludiche

Per i giochi di una volta bastavano piccole cose, abilità e fantasia. A Lecce i “tuddhi” erano cinque sassolini rotondi con cui i ragazzini si sfidavano in prove di equilibrio e rapidità manuale.

Come in molti paesi del Salento, nei cortili della città e sugli usci delle case i bambini si incontravano per giocare a “tuddhi”. Seduti per terra o su piccoli sgabelli, lanciavano in aria i sassolini per poi riprenderli ponendo le mani in diverse posizioni, sempre più complesse: “a mano piena (“a manu china”), a lascia e prendi (“lassa e pija”), a monaca, a taranta e via dicendo.

Il turno del giocatore successivo era una conseguenza dell’errore del primo, che era quindi costretto a star fermo un giro. Vinceva il giocatore che aveva totalizzato un punteggio più alto.